Facebook Paper, la risposta di Zuckerberg al declino?

Il momento è arrivato, dopo giorni di rumor e speculazioni sulla nuova creazione in casa Zuckerberg, oggi è stato lanciato negli Stati Uniti Facebook Paper.
Anticipato da una pagina dedicata e da un video esplicativo, Paper è un’applicazione che permetterà di usare Facebook come un giornale, pensato per l’utilizzo da device mobili.
Così come avviene per Flipboard, punto di riferimento del settore e primo competitor della nuova app, l’utente avrà la possibilità di crearsi il proprio giornale personalizzato, attraverso le varie sezioni presenti (sport, scienza, tecnologia, food ecc.). Caratteristiche principali dell’app, l’utilizzo di grandi immagini, che coprono gran parte del news feed e ilricorso alla componente umana, lo human element, che affiancando gli algoritmi di selezione, sarà in grado di selezionare ciò che è veramente bello e interessante per gli utenti. “A computer probably can’t tell you if a photo is beautiful or why a baby balancing a bear on his head is worth seeing, but a person cane” (Mashable).
Grazie a Paper, affermano da Menlo Park, l’utente potrà seguire tanto le notizie condivise dai propri amici quanto quelle pubblicate dai media che ognuno decide di seguire, un po’ come si faceva già tradizionalmente sul social in blu. Ma precisa Zuckerberg, ben consapevole che il 47% degli utenti di Facebook si informa attraverso il social network(come emerge da una recente ricerca del Pew Research Center): “Pensiamo che ci siano tante modalità di condivisione che le persone amano e comprimerle in una singola app non è la cosa giusta da fare”.
Ecco il perché del nuovo prodotto, che ha come obiettivo principale quello di erodere terreno a Flipboard e aprire una finestra sul futuro dei social network.
Futuro che, seppur roseo alla luce dei costanti successi in borsa, l’ultimo in ordine di tempo è il superamento da parte del titolo della quota di 60 dollari, è minacciato da una non trascurabile disaffezione da parte dei più giovani. Lo riassume, come sempre molto bene Vincenzo Cosenza qui. La percentuale di giovani (19-24 anni e 25-29 anni) pesa sempre meno sul numero totale di utenti in cui, invece, ha assunto un peso prevalente la fascia d’età 36-45. “La coorte che cresce di più è quella degli ultra cinquantenni, mentre quella che cala pericolosamente è quella dei minori di 18 anni” (Cosenza).
Piccole spie rosse che si accendono e si aggiungono agli ultimi insuccessi,Home – il launcher molto criticato e poco diffuso – e Messenger, diretto concorrente di Whatsapp nella “caccia ai giovani” ma ancora distante dalla semplicità e dall’usabilità di quest’ultimo.
Se davvero sia Paper la strada per aprire un nuovo mercato e recuperare l’audience giovanile non lo sappiamo (al contrario esso ci sembra piuttosto un modo per consolidare il pubblico adulto). Se poi Facebook lancia il servizio al momento solo negli USA e solo per dispositivi iOS ci vien da pensare che a Menlo Park ci sia ancora qualche dubbio sulla direzione da prendere!
Voi che ne pensate?

 

Un ringraziamento va a Filippo Arioli che ha collaborato alla stesura di questo articolo.

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