Il Bilancio Sociale delle aziende

Nell’articolo precedente si è parlato del codice etico, attraverso il quale una organizzazione tende a stabilire modelli di comportamento che devono essere messi in atto da tutti all’interno dell’azienda, dato che tali comportamenti ricadono sull’immagine della stessa e quindi sui rapporti con l’ambiente esterno.
Accanto al codice etico vi è un altro strumento: il bilancio sociale. Questo è un documento volto a stabilire quanto l’azienda sia orientata a generare delle politiche che siano socialmente vantaggiose per i portatori di interesse e per la società in generale; esso non deve essere percepito come un elemento a sé stante rispetto al bilancio economico ma piuttosto come un’integrazione di quest’ultimo.Il bilancio sociale risponde innanzi tutto alla necessità di informazione e trasparenza dell’attività organizzativa nei confronti del pubblico di riferimento, stakeholder in primis.
Nel documento- che può essere chiamato in molti modi, tra gli altri: Social audit, Social Balance, Social accounting– vengono rendicontate tutte le politiche dell’azienda a favore dei dipendenti e dei portatori di interesse, attraverso politiche sociali che vanno a ricadere indirettamente o direttamente sulle attività economiche dell’impresa; ha la funzione di mostrare i motivi per i quali si sostengono determinate spese, apparentemente sconnesse rispetto al core business ma che portano vantaggi a quei soggetti che in un modo o nell’altro sono coinvolti nell’attività dell’organizzazione.
L’obbiettivo è in sostanza quello di valorizzare l’immagine che l’impresa ha all’interno della società e le  ricadute positive che  può avere dal punto di vista del marketing e della brand reputation in conseguenza di tali azioni.
Tale documento che non è espressamente regolato, o richiesto, per legge, deve comunque rispondere a una serie di requisiti per essere considerato attendibile:
•    essere redatto da gruppi sia interni che esterni all’organizzazione;
•    essere approvato da parte di organi preposti a tale compito;
•    essere condiviso, attraverso attività di comunicazione adeguate, con gli stakeholder a dimostrazione dei risultati ottenuti.
Questo strumento rappresenta pertanto la certificazione di un profilo etico che l’organizzazione vuole mantenere, “legittima il ruolo di buon cittadino dell’impresa, cioè di un soggetto economico che, pur perseguendo il proprio interesse prevalente, contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della comunità in cui è inserito, sviluppando così il suo legame con il territorio” (Pastore, Vernuccio, 2008).

 

   
 

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