L’internazionalizzazione, la comunicazione estera

Vuoi internazionalizzare la tua azienda o lo hai già fatto ma proprio non riesci ad avere successo?

Hai mai pensato che probabilmente stai commettendo un errore di comunicazione?

Non basta infatti limitarsi a tradurre la propria campagna pubblicitaria in un’altra lingua, è necessario adattarla o se il caso crearla da capo appositamente per un altro contesto differente da quello originario.

Per adattare o formulare al meglio la vostra strategia di comunicazione, in prima istanza, è consigliabile (sebbene lo definirei un obbligo) far ricorso a degli strumenti che consentano di comprendere le peculiarità del mercato di riferimento:

 

  • effettuare ricerche di mercato on field e di tipo digitale;
  • rivolgersi ad associazioni di settore;
  • partecipare, se il caso lo richiede, alle fiere di settore;
  • utilizzare il sistema Big Data (clicca qui per leggere l’articolo dedicato).

Social Media

Il passaggio consequenziale è la definizione del target al quale volete rivolgervi con tutte le peculiarità che lo caratterizzano. E’ di fondamentale importanza in portanza in proposito far riferimento alla cultura.

Ogni cultura, infatti, si caratterizza per una serie di componenti che diversificano il modo di ciascun individuo di approcciarsi all’altro e al mercato:

religione, comunicazione, stili di management, design, estetica e gusto, famiglia, tempo e valori.

Per la religione ad esempio possono esserci proibizioni di carattere sessuale, colori e immagini considerati offensivi, divieti alimentari, ecc.

Andiamo all’elemento che maggiormente ci interessa: la comunicazione.

Le principali linee guida sono le seguenti:

 

  • tenere conto delle differenze linguistiche, a volte, infatti, si creano dei giochi di parole imbarazzanti. Per esempio Starbucks lanciò una campagna intensiva di affissioni pubblicitarie in Germania in cui si invitavano i clienti a “Enjoying your morning latte” , senza aver considerato però che in Germania il termine Latte è utilizzato nel linguaggio colloquiale per riferirsi ad un’erezione;
  • adattare il colore del packaging;
  • tenere in considerazione le abitudini di consumo del paese di riferimento. Chase and Saborn, per esempio, incontrò enormi resistenze in Francia negli anni ’60 per l’introduzione del caffè istantaneo: il rito della preparazione del caffè era uno dei riti preferiti dalle casalinghe francesi pertanto la modalità del caffè istantaneo non veniva accettata;
  • riposizionare il prodotto a seconda del target al quale ci si rivolge, con particolare riferimento al canale di distribuzione o alle caratteristiche fisiche del packaging;
  • adattare il naming, ad esempio Algida ha nomi differenti a seconda del mercato: Frigo, Tio Rico, Lusso, ecc.

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Buon lavoro!

 

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