Manipolazione e controllo delle emozioni, cosa accade su Facebook

“Non voglio essere in balia delle mie emozioni. Voglio servirmene, goderle e dominarle”, così Facebook ha fatto un po’ come racconta Oscar WildeQualche giorno fa il social network più famoso del mondo ha rivelato di aver manipolato i dati di circa 700.00 persone a loro insaputa, durante la settimana 11-18 gennaio 2012.

Il presupposto dell’esperimento consiste nel fatto che gli esseri umani si influenzano fra loro trasferendo verso l’altro emozioni positive o negative. L’obiettivo della ricerca condotta era quello di verificare se tale influenza fosse possibile anche attraverso un social network, e cioè mediante un’interazione solo virtuale e non reale. A tale scopo Fb ha manipolato per circa una settimana l’algoritmo che regola il news feed, nascondendo di volta in volta post e immagini che veicolassero stati d’animo negativi o positivi, facendo sì che i ricercatori potessero registrare le reazioni degli utenti.

Il news feed funge infatti da filtro veicolando (facendoli apparire sulla home per intenderci) solo una certa quantità di post, immagini e attività dei contatti Facebook. Ciò che viene mostrato o messo tramite questo filtro è dettato da un algoritmo di ranking che fb sviluppa di continuo al fine di mostrare i contenuti più rilevanti e coinvolgenti. Per determinare la polarità un contenuto è stato verificato se contenesse almeno una parola positiva o negativa.

Il risultato ha soddisfatto le aspettative: anche su un social network si possono influenzare gli stati emotivi e può farlo su reti di larga scala, al di là delle interazioni non verbali (il linguaggio del corpo ad esempio) e le interazioni face to face.

Per esempio, i soggetti a cui è stata ridotta la quantità di contenuti positivi hanno cominciato a pubblicare contenuti negativi. Tale negatività è sembrata essersi ridotta quando hanno cominciato a prevalere invece contenuti di carattere positivo.

Lo stesso esperimento portato aventi da Facebook lo si può riprodurre attraverso un’estensione per Chrome denominata Facebook Mood Manipulator. Il meccanismo è esattamente lo stesso utilizzato nella sperimentazione, la sola differenza è che è  l’utente a decidere autonomamente quale tipologia di contenuti visualizzare.

Personalmente, stanca di leggere sulla home del mio Facebook post e contenuti lamentosi, l’ho installato. Ho azzerato la modalità “Aggressive” per ovviare a lamentele e post che non tolleravo più.

aggresive 0

Devo ammettere che nel corso dei giorni nei quali ho sempre azzerato questa modalità, la mia home mi è parsa più “felice”. Ciò a cui mi riferisco non sono notizie di cronaca o similari, sebbene neppure quelle apparissero più qualora avessero connotazione negativa, ma quei contenuti privi di vitalità, zeppi di frasi negative, critiche decostruttive… insomma, i contenuti di quegli utenti che usano il social network più come un muro del pianto che altro (premettendo che ognuno è liberissimo di usarlo come crede, e di visualizzare ciò che vuole!).

Devo ammettere però che nella regolazione del Facebook Mood Manipulator una cosa mi ha parecchio colpita: portando l’asticella di “Positive” completamente a “more”, poiché esistono tre regolazioni, less, more e intermediate, la home appariva vuota!

Positive max 0 news

Questo “vuoto” mi stupita! Davvero non riusciamo ad essere “felici” (intendo sempre con tale concetto un filtro virtuale) al 100%? Questa è stata la domanda che mi sono posta nell’immediato. Riflettendo però sono giunta alla conclusione che non si può avere la perfezione, neppure su un social network, o sarebbe meglio dire soprattutto su un social network. Facebook è lo specchio della realtà. In quanto tale filtra, come lo fanno i nostri occhi, le nostre orecchie, solo che farlo in modo premeditato credo sia sbagliato. Il Facebook Mood Manipulator dovrebbe essere equilibrato, come si vede nell’immagine che segue.

 

Facebook  Mood Manipulator

Non saprei quale potrebbe essere l’utilità commerciale di manipolare i contenuti, magari se inserito nell’ambito dello strumento Insight (vi rimando in proposito ad un mio precedente articolo, cliccare qui) potrebbe essere come ulteriore filtro per selezionare ulteriormente il pubblico a quale ci si rivolge.

Voi cosa ne pensate?

1 comment for “Manipolazione e controllo delle emozioni, cosa accade su Facebook

  1. 5 gennaio 2016 at 13:27

    very interesting

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