Psicologia dei social network, allerta egocentrismo e megalomania

Quali sono i meccanismi psicologici dietro i social network? Cosa spinge le persone ad essere costantemente online? Cosa spinge a postare costantemente nuovi contenuti? Secondo quanto riportato da alcuni studi di psicologia  tra coloro che usano Facebook si nasconde una grossa fetta di egocentrici e di narcisisti. Condividere particolari della propria vita privata, per cercare attenzioni e conferme su di sé, è tipico dell’egocentrismo. Quante volte abbiamo pensato: quanto è narcisista qualcuno dei nostri amici su Facebook che continua a postare e ad aggiornare il proprio status o a taggarsi su nuove foto?

Facebook, cosi come altri social networks, permette all’utente più o meno narcisista una buona dose di controllo su come il proprio sé viene presentato e percepito dagli altri. Queste le conclusioni di una ricerca dell’Università della Georgia. Blog e social network hanno offerto un porto al quale ancorare il racconto di se stessi. Con la diffusione dei social network, si assiste ad una maggiore manifestazione di comportamenti tipici egocentrici, che possono sfociare nell’oversharing, cioè la condivisione su Internet di ogni minimo dettaglio della propria vita privata con una platea spesso conosciuta.

Come è normale da bambini manifestare un certo egocentrismo, necessario per rafforzare la propria identità in formazione, da adulti diventa un modo infantile per attirare attenzioni su di sé, e cercare conferme. Crescendo si rafforza la propria identità e ciò fa sì che l’egocentrismo si attenui, anche se rimane sempre una certa tendenza al sentirsi al centro del mondo, che si manifesta solo in alcuni ambiti o situazioni particolarmente  emotive. Per alcune persone invece l’egocentrismo può rappresentare una caratteristica costante della personalità.

 Di solito non si è consapevoli di voler essere al centro dell’attenzione e essere molto centrati su se stessi. Ciò che viene percepito invece è il bisogno di ottenere attenzioni, e siccome l’egocentrismo è un bisogno urgente di attenzione, le persone egocentriche tendono a ignorarlo, ma mirano soltanto a gratificarlo.

Quando l’egocentrismo diventa oversharing

? A volte il bisogno di attenzione e condivisione può sfociare nell’oversharing quando si condividono tutti i minimi particolari della propria vita privata su Internet, dove si dialoga con persone non sempre conosciute. Società della solitudine e dell’apparire.

Sui social network si verifica inoltre un fenomeno di imitazione:  più gli altri mostrano foto e aspetti di sé, più siamo trascinati a  mostrare e a condividere tutto, come se fossimo all’interno di un teatro  che assomiglia a un “grande confessionale”. La riservatezza e  la distinzione tra ciò che è individuale e collettivo non è più tanto netta. Un modello di comunicazione che nasce e si ritrova anche in televisione, che racconta tutto di tutti.

A tal proposito alcuni scienziati della Harvard University hanno tentato di darne una spiegazione biologica. Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceeding of the National Academy of Sciences” illustra come il 30- 40% delle comunicazioni tra individui vertono su argomenti di tipo personale e la percentuale raggiunge l’80% se trattasi di social network. Diana I. Tamir e Jason P. Mitchell, autori di questa ricerca, si sono dunque chiesti cosa spinge l’essere umano a cercare di condividere le proprie esperienze con gli altri.

L’ipotesi è quella che l’essere umano riceve da questo comportamento un rinforzo positivo, una qualche gratificazione che fa sì che il comportamento si possa ripetere. I due studiosi hanno sottoposto i soggetti inclusi nella loro ricerca ad un’indagine con risonanza magnetica funzionale proprio nell’atto di raccontare sé stessi o di formulare congetture e ipotesi sulle opinioni di un’altra persona. È emerso così che il comunicare agli altri i propri pensieri, emozioni, riflessioni è correlato fortemente con l’attivazione di aree cerebrali deputate alla percezione di un senso di gratificazione e di piacere. La riflessione degli autori li conduce ad affermare che il piacere di parlare di sé agli altri è simile a quello, definito primario, che è intrinseco al cibo ed al sesso.

Lo stesso studio ha rilevato come gli utenti di Facebook siano delle persone che tendenzialmente recitano una parte e nascondono il lato negativo della loro personalità, cercando di migliorarsi.

Dunque, che cosa nasconde un eccessivo egocentrismo? La megalomania, la mania di grandezza accompagnata dalla sensazione di sentirsi (onni)potenti. Diventa un sintomo di qualcos’altro quando il bisogno di esporsi ed esibirsi è incontenibile. E qual’è il lato positivo della condivisione? Parlare di sé su blog e social network può far sentire meno soli, oltre che più confortati e alleggeriti, anche se è molto importante cercare di non oltrepassare i limiti della sfera intima. Altrimenti si rischia di scivolare in un senso di svuotamento di se stessi e una perdita del senso di realtà.

Detto ciò alcuni si chiederanno perchè trattare un tema del genere in un blog di marketing. Il marketing studia la psicologia delle persone e dei potenziali clienti da monitorare e la società in cui stiamo vivendo. Avere a che fare con persone che vogliono realizzare il proprio ego attraverso questi strumenti può motivare un’azienda a creare prodotti o campagne pubblicitarie che  contribuiscano alla loro gratificazione, e non è un caso che social quali Instangram o Snapchat, o ancora campagne pubblicitarie come “Nutella sei tu” abbiamo ottenuto il successo sperato. La loro forza sta proprio nell’aver captato questa tendenza. Non sarebbe da monitorare più di tanto che cosa si racconta, allora, ma con che coscienza si usano questi portali, che possono essere utili e pratici, ma anche danneggiare la psiche e la coscienza proiettando il singolo in un mondo che non c’è.

E tu che livello di narcisismo hai? Prova il test Narcissistic Personality Inventory.

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