Pubblicità su internet in declino, il content marketing è la soluzione

Nell’ultimo report trimestrale sui guadagni (leggi qui), Google ha mostrato ancora una volta di avere ragione con le sue previsioni, in barba a quelle di diversi analisti: la tendenza al ribasso sul CPC di Adwords continua da anni e sembra inesorabile. Se il totale dei ricavi pubblicitari di Google continua ad aumentare grazie ai nuovi clienti, il profitto (ricavi – costi) continua a scendere. Come mai?

Una risposta è stata fornita da Michael Wolf in un suo articolo (leggi qui): “Le principali cause sono il comportamento delle persone sul web e il loro modo di interagire con la pubblicità, nonché l’incapacità degli annunci di richiamare l’attenzione”. Gli annunci online sono sempre meno efficaci, producendo rendimenti esigui e avendo un prezzo basso pur di  mantenere gli inserzionisti presenti e attirarne di nuovi.

Secondo Eric Goldman (di cui questo post è la traduzione del suo articolo consultabile qui), una delle ragioni di questo declino è la crescita degli utenti di telefonia mobile: creare annunci per device mobili è molto difficile, dal momento che il formato è più piccolo e le strategie per attirare l’attenzione sono poche, senza tralasciare poi che a parità di click su mobile e desktop, il costo dei primi è più basso e influenza in negativo il profitto totale. Pare che Google, quindi, soffra del fenomeno della cannibalizzazione dei sui canali pubblicitari, ovvero di quel fenomeno per il quale il profitto aziendale tende a diminuire drasticamente per effetto dell’introduzione sul mercato, da parte dell’azienda stessa, di un nuovo prodotto di basso valore. In più, continua il guru di marketing, a peggiorare il tutto è il tempo speso sui social network. Amici, colleghi e familiari utilizzano quotidianamente Facebook o LinkedIn, venendo infastiditi da annunci pubblicitari di contatti e pagine della propria rete, che li rende insensibili.

Come si può uscire da tutto ciò? Invece di spendere fondi di marketing in campagne pubblicitarie, è meglio pagare professionisti per creare contenuti di rilievo. Il detto americano “If you build it they will come”, deve essere la ricetta da seguire: create contenuti brillanti e diffondeteli alle persone in modo appropriato sui social network, gli ospiti arriveranno. Non è facile, ma bisogna provarci per non affondare in un mercato dove i migliori sono solo quelli che osano e che pensano diversamente. Fornire buoni contenuti e creare un messaggio ad hoc per gli utenti aumenteranno le visite sul vostro sito, facendo sì che essi vengano consumati, che i vostri prodotti e servizi siano acquistati e raccontati un un passaparola online e offline. Se volete un aiuto, potreste guardare questo video, nel quale viene spiegato come creare i giusti contenuti per voi e come usarli al meglio  per alimentare il marketing inbound e l’automazione delle vendite.

Il content marketing è costoso: ci vogliono idee, tempo e soldi dell’azienda, ma anche talento ed esperienza del professionista assunto, qualità che spesso mancano ai web content improvvisati. Eppure bisogna tentare, anche perché i contenuti hanno una durata di anni e il costo per click è quasi pari a zero, dal momento che sono ospitati dal vostro sito. Inoltre, creando un inventario di contenuti, che è possibile utilizzare e riutilizzare, i costi scenderanno.

Cosa ne pensate al riguardo?

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