Stage e tirocini: alcune info utili

Lo strumento del tirocinio è molto utilizzato dalle imprese per inserire giovani professionisti per un periodo che potremmo definire di “test sulla professionalità a basso costo”. Proprio per questo è necessario far chiarezza rispondendo ad alcune domande particolarmente frequenti sull’argomento.

Quante tipologie di stage esistono in Italia? Ad oggi sono state disciplinate-attraverso le linee guida frutto dell’accordo del 23 gennaio 2013 tra Governo, Regioni e Province- tre tipologie di tirocinio: tirocini formativi e di orientamento (per i soggetti che hanno conseguito un titolo di studio entro 12 mesi); tirocini di inserimento o reinserimento al lavoro (per disoccupati, inoccupati o lavoratori in cassa integrazione; tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento (per i disabili). Tutte le altre tipologie, tirocini curriculari, periodi di pratica professionale per l’accesso alle professioni, tirocini transnazionali o per soggetti extra- comunitari e i tirocini estivi sono al di fuori dell’accordo Stato-regioni- province e quindi non godono delle garanzie dei tre sopracitati.

Quanto può durare il tirocinio? I tirocini formativi e di orientamento possono durare massimo 6 mesi, quelli di inserimento/reinserimento massimo 12 mesi mentre i tirocini in favore dei soggetti svantaggiati massimo 24.

Chi sono i soggetti promotori? I soggetti promotori garantiscono la correttezza dello stage e la trilateralità del rapporto; sono stati individuati nei centri per l’impiego, università pubbliche e private oltre che soggetti autorizzati all’intermediazione dal Ministero del lavoro.

Chi sono i soggetti ospitanti? Sono i soggetti presso i quali viene svolto il tirocinio, possono essere pubblici o privati. Non si può realizzare più di un tirocinio con lo stesso tirocinante, tuttavia si possono attuare più tirocini per il medesimo profilo professionale. Per poter attivare il tirocinio è necessario che il soggetto ospitante non abbia effettuato licenziamenti negli ultimi 12 mesi o lavoratori in cassa integrazione.

Qual è l’importo minimo del rimborso spese? Le linee guida previste dall’accordo tra Stato, Regioni e province prevedono un indennità non inferiore ai 300 euro mensili (l’importo minimo comunque varia da regione a regione) eventualmente aumentabili a discrezione del soggetto ospitante anche attraverso benefit di vario tipo, tipo servizi mensa, tickets, abbonamenti al trasporto pubblico o altro.

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