Telegram, l’App non commerciale che ha lanciato la sfida a WhatsApp

La notizia della scorsa settimana ci ha sorpreso un po’ tutti. A quanto pare, ha colto di sorpresa la stessa App che è andata fuori servizio per qualche ora sabato sera. L’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook è una notizia che sicuramente sposta gli equilibri nel mercato dei servizi di messaggistica istantanea. Essa apre scenari futuri dalle potenzialità inimmaginabili, a punto da spingere molti a ipotizzare possibili sviluppi in merito.

Per alcuni, però, quest’acquisizione non è vista di buon’occhio, in quanto si tradurrebbe in un maggiore controllo nel flusso di dati e informazioni personali da parte del social network di Menlo Park. La minaccia per una possibile e ulteriore violazione dei diritti sulla privacy ha spinto molti utenti di WhatsApp a cercare applicazioni e servizi alternativi di messaggistica istantanea.

Chi ne sta traendo vantaggio è Telegram, un’app gratuita e open source che promette una migliore gestione della privacy. Realizzata dai fratelli Durov, famosi per aver creato VKontakte, il social network più popolare in Russia, Telegram consente di inviare messaggi, audio, foto e video ad un maggior livello di sicurezza rispetto al più popolare servizio di messaggistica, e di potere accedere agli stessi da qualsiasi dispositivo, anche un comune pc desktop.

Il protocollo di comunicazione dispone di un livello di crittografia avanzato, tanto che gli ideatori hanno lanciato la sfida a chiunque voglia provare a violarlo, mettendo in palio 200 mila dollari a chi ci riuscirà. Inoltre, l’app offre la possibilità di inviare messaggi privati con la facoltà di autodistruggersi entro un tempo prestabilito e di creare gruppi di chat segrete, in cui nessuno, tranne il mittente dei messaggi e i destinatari, è in grado di leggerli, neanche chi sviluppa Telegram.

Ma la vera forza di Telegram sta nel fatto di essere un’app 100% gratuita e senza pubblicità. Gli ideatori promettono di non scendere a compromessi: non venderanno né l’applicazione né i dati degli utenti a terze società. Telegram è un progetto non commerciale, e per questo non hanno intenzione di guadagnarci. Anche in ragione di ciò, le API e tutto il codice è open source, in modo tale che chiunque può contribuire a migliorare l’app o a svilupparne una versione propria.

Telegram sta traendo vantaggio dalle ultime vicende di WhatsApp: milioni di download in pochi giorni e tra le app più scaricate sia su Play Store che su iTunes. Una rapida crescita definita dagli stessi sviluppatori “folle”.

Non sappiamo se Telegram riuscirà rompere il dominio di WhatsApp, di sicuro si sta affermando come un’alternativa al suo strapotere in termini di posizionamento di mercato. Telegram si vuole affermare come un nuovo progetto, aperto e distante dalle logiche del mercato delle app, differenziandosi da tutte quelle che in genere traggono guadagno sia ospitando pubblicità al loro interno, sia facendo pagare gli utenti nell’utilizzo della stesse. Insomma un’applicazione fatta per le persone, non per utenti.

Cosa ne pensi della vicenda? Se hai provato Telegram, vogliamo conoscere la tua opinione, commenta l’articolo 🙂

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