Il Turismo italiano sul web, alcuni fatti sulla situazione attuale delle strutture ricettive

Il turismo è una risorsa su cui l’Italia dovrebbe puntare di più per far crescere l’economia. È un settore sicuramente strategico, e nel 2013 avrebbe rappresentato più del 9% del Pil nazionale e avrebbe costituito circa l’11% dell’occupazione (fonte Wikipedia).

Sempre nel 2013, il “Belpaese” sarebbe stato il 5° più visitato al mondo. Eppure, il livello di capacità ricettiva oltre che di servizi non sarebbe all’altezza dell’enorme, immenso patrimonio artistico-culturale, oltre che della posizione geografica e del clima, di cui siamo in possesso.

Il turismo potrebbe rappresentare la principale, azzardo anche l’unica, risorsa su cui basare la nostra economia. Nonostante questo, l’improvvisazione degli operatori coinvolti, insieme alle resistenze al cambiamento e all’innovazione sono una delle ragioni per cui l’offerta turistica italiana non riesce a competere con le mete straniere.

A proposito di improvvisazione, le aziende turistiche italiane, ma anche quelle di altri settori, non hanno una gran conoscenza delle nozioni di Marketing e di pianificazione del business. E a proposito di innovazione, sono poche le stesse aziende in grado di padroneggiare le attività e gli strumenti di Web Marketing e sfruttare le opportunità da cui derivano.

Questo è quello che ho compreso dopo aver assistito ad una delle lezioni della Settimana della Formazione organizzato da GT Idea. L’azienda Ideativi ha presentato la ricerca “Excursus sullo stato web del turismo italiano”, a mio parere un’ottima riflessione che fotografa piuttosto adeguatamente la realtà del turismo in Italia.

Questa ricerca è piuttosto dettagliata e approfondita; se vuoi leggere di più ti consiglio di andare sull’articolo dedicato nel blog dell’azienda.

Da quest’analisi ho estrapolato alcune significative considerazioni. Nella ricerca vengono incluse anche le aziende di ristorazione, in quest’articolo ci concentreremo solamente sulle strutture ricettive, ove naturalmente i dati della ricerca lo hanno consentito.

Ecco di seguito alcuni fatti relativi al turismo italiano desunti dalla ricerca:
 

  • il numero di strutture ricettive presenti sul territorio si concentra principalmente al centro-nord piuttosto che al sud;
  • la Sicilia ha più alta percentuale di siti web morti e condivide questo record negativo insieme alla Calabria e alcune provincie della Campania e Basilicata;
  • la maggioranza delle strutture utilizza nomi “tradizionali”, spesso già utilizzati da altri: ad esempio, esistono più di 360 Hotel Belvedere in Italia;
  • il 20% dei siti web delle strutture ha un dominio di secondo livello più lungo di 20 caratteri;
  • la tecnologia flash è ancora molto utilizzata nei siti web del settore: all’incirca 9 mila siti, 2 mila siti web sono interamente realizzati con questa tecnologia;
  • 147 siti hanno le homepage “hackerate”;
  • sono molte le aziende che ancora non sanno ottimizzare correttamente il proprio sito web;
  • Facebook e TripAdvisor sono i siti più linkati dalle strutture ricettive;
  • su Facebook 1 profilo turistico su 6 è un profilo personale;
  • alcuni siti web non possiedono immagini della propria struttura, altri mostrano foto scattate dal cellulare;
  • la maggior parte dei video riguardanti i locali delle strutture è girato in maniera amatoriale; inoltre, molti video sono semplici gallerie di immagini;
  • ci sono mille siti morti sulle pagine di Google MyBusiness; per di più, alcuni indirizzi non sono individuabili su Google Maps;
  • 3 aziende su 10 non hanno una email proprietaria;
  • la maggior parte dei siti turistici italiani non sono usabili e hanno una pessima grafica.

 

Colmare queste lacune e di conseguenza il gap con le offerte turistiche degli altri paesi è possibile accettando il cambiamento e l’innovazione richiesta dall’economia digitale. Per far fronte ai fatti precedentemente elencati, propongo di seguito alcune attività che un’azienda turistica ricollegabile a una o più di quelle situazioni potrebbe perseguire:

  1. realizzare una strategia di Marketing a lungo termine, che includa un piano di Marketing comprendente obiettivi, strategie, ostacoli e azioni da svolgere;
  2. acquistare uno spazio web con un nome dominio non troppo lungo, univoco e facile da ricordare, oltre ad un servizio email proprietario;
  3. realizzare un sito web con una struttura chiara, semplice da navigare e con un design accattivante;
  4. Dedicare delle risorse nella sicurezza dello spazio e del sito web;
  5. pianificare una corretta strategia SEO;
  6. Spendere molto tempo nella Content Curation, specie per quanto riguarda le foto e i video;
  7. Fare Social Media Marketing gestendo con criterio tutti i profili attivati;
  8. Creare o aggiornare una pagina Google Plus, aggiungendo tutte le informazioni per la ricerca locale tramite la scheda MyBusiness;
  9. Ma soprattutto, investire sul territorio, sulla comunità locale, sull’associazionismo e nel networking, anche se questo riguardi in parte le aziende turistiche.

 

Cosa ne pensi? Commenta l’articolo esprimendo la tua opinione e proponendo altre soluzioni al miglioramento della situazione delle aziende turistiche italiane sul web.

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