User-Generated Content su Instagram, gli hashtag dal basso

coca-cola-ragazza-labbreCondividere è la base di ogni social network, su Instagram gli hashtag non servono solo per trovare contenuti ma anche per condividere. Nell’era degli user generated content (UGC), della condivisione dal basso, le aziende non possono fare a meno di selezionare i contenuti rilevanti, condivisi su loro e sui loro prodotti on-line da parte degli utenti. In tal modo cosa prevede una giusta strategia aziendale?

• Eseguire delle ricerche sugli hashtag per scoprire nuove foto e il modo di impiego da parte degli utenti;

• Fissare degli obiettivi con la raccolta di UGC;

• Creare/Stabilire uno specifico hashtag che solo i tuoi fan conoscono e useranno;

• Definire le condizioni di utilizzo che spiegano chiaramente come e per cosa utilizzare un hashtag;

• Comunicare al pubblico quell’hashtag e l’inizio della campagna. 10 euro nuoveSpesso, le foto crowdsourcing vanno di pari passo con un concorso su Instagram. Ad esempio la Banca Centrale Europea ha creato il concorso “Selfie con nuova banconota da €10” ancora in atto. Per partecipare al concorso, è necessario scattarsi un selfie con una nuova banconota da 10€ e pubblicare la foto su Twitter o Instagram, utilizzando l’hashtag #mynew10. Al termine del concorso, tra tutti i partecipanti correttamente registrati, verranno estratti i 100 vincitori di iPad mini o della collezione di banconote.

Affinché non vi sia una dispersione di contenuti e una bassa rilevanza degli stessi, è opportuno per un’azienda filtrare il rumore del web creando hashtag più specifici. Ad esempio, quando Mini Cooper ha deciso di creare un hashtag per raccogliere le foto del suo marchio, non ha scelto il generico #Mini, dove in linea teorica avrebbero potuto confluire un’infinità di foto anche non relative alle auto, ma #MiniMonday. L’esperimento è riuscito!

A seconda delle dimensioni del vostro business, il volume delle conversazioni su Instagram varierà. Per piccoli volumi, l’hashtag del marchio sarà sufficiente. Ma, quando i volumi aumentano, occorre considerare più hashtag contemporaneamente. Ad esempio il comunity manager di Coca Cola non può interagire con le migliaia di persone che ogni giorno utilizzano l’hashtag generico su Instagram. Devono considerare necessariamente altre parole chiave, spesso messaggi di superficie, come #Cocacola e #want, #CocaCola e #help, e le infinite combinazioni.

Infine, gli hashtag appaiono nel mondo fisico e reale. Quante volte ormai ritroviamo le parole chiave precedute da un cancelletto su cartelloni, giornali, pubblicità televisive, opuscoli e addirittura striscrioni. Hanno lo scopo di facilitare le conversazioni tra gli utenti sui social media.

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